Progetto cavalcavia Bussa a Milano.

tipologia concorso internazionale di progettazione - progetto partecipante
ente banditore Comune di Milano
anno 2014
design team Giandomenico Florio, Giovanni D'Amico e Giulia De Noto (Ded'A studio), Patrizia Paola Pirro, Francesca Suaria

Concept: lo spazio pubblico open source
Assistiamo alla domanda crescente da parte degli abitanti di partecipare attivamente alla trasformazione dello spazio pubblico, mettendo in campo pratiche innovative di gestione e condivisione dei luoghi. Il ruolo del progettista non è più solo quello di tradurre in forma/spazio le richieste della committenza pubblica, bensì di favorire e accompagnare la comunità nel processo
di riappropriazione e autogestione degli spazi.
Il quartiere è stato negli ultimi anni attraversato da rilevanti trasformazioni urbane che hanno fortemente modificato il carattere dei luoghi, introducendo nello skyline cittadino nuovi oggetti dalla forte presenza e identità architettonica. In questo contesto la riqualificazione del cavalcavia Bussa rappresenta un’occasione per sperimentare un progetto di spazio pubblico a bassa risoluzione, low impact e low budget, implementabile e modificabile nel tempo a seconda delle esigenze reali, progettato in forma partecipata per rispondere ai desideri del quartiere e stimolare nuovi usi e pratiche di gestione condivisa dello spazio.
Il progetto preliminare si occuperà della definizione:
1. dell’armatura dello spazio pubblico (percorsi, infrastrutture, verde, progetto delle testate) oggetto di trasformazione permanente - Masterplan “duro”: hardware
2. del processo di coprogettazione delle aree attrezzate tematiche da progettare con gli abitanti, secondo principi di flessibilità e implementabilità nel tempo a seconda dei desideri e delle necessità (aree destinate al gioco, al tempo libero e a pratiche di comunità). Masterplan “morbido”: software

L’armatura dello spazio pubblico
Definire una nuova armatura dello spazio pubblico, garantendo la continuità delle reti per la mobilità lenta rappresenta il primo step per la riqualificazione. La rete ciclabile e pedonale esistente troverà nella velostazione una nuova centralità. Pensata come uno spazio aperto/coperto su più livelli raccordati da rampe, essa si collega alla quota del
cavalcavia ed è la testata di grande pensilina che arriva fino all’ingresso della Stazione Garibaldi.
L’accesso allo spazio pubblico del cavalcavia è garantito nelle due testate e in corrispondenza della velostazione con rampe, scale e ascensori. Per una maggiore economia del progetto vengono conservate le rampe esistenti per la mobilità ciclopedonale, garantendo l’accessibilità ai mezzi di servizio e di emergenza.
Nelle due testate si intende potenziare il verde con specifici progetti di paesaggio e rinaturalizzazione urbana, favorendone maggiormente la fruizione con l’introduzione di spazi ombreggiati per il gioco e la sosta e la riorganizzazione delle pendenze esistenti. La scarpata di fronte all’ingresso della scuola potrà essere attrezzata con un playground verticale. Nella testata nord si rafforza la connessione verde fra il nuovo Parco Biblioteca degli Alberi e il cavalcavia Bussa con la realizzazione di un piccolo bosco sociale. Si prevede inoltre l’ampliamento dell’area destinata a orti didattici e community garden in adiacenza allo spazio gestito dall’Associazione Pepe Verde.

Il processo di co-progettazione: l’Urban Pad
In sede di progetto preliminare, nell’area centrale del cavalcavia saranno individuate differenti aree tematiche, aperte o protette, destinate al tempo libero e alla socialità sulla base delle richieste già espresse dagli abitanti durante le attività partecipative. Le aree saranno progettate indicandone le dotazioni minime (impianti, tecnologie, materiali al suolo). Il loro successivo attrezzamento, permanente o temporaneo in funzione dei desideri dalla comunità, sarà frutto di laboratori di quartiere e workshop internazionali, condotti con gli abitanti e coordinati da designer, artisti e architetti. Oggetto dell’attività dei laboratori saranno: la specificazione degli usi e delle modalità di gestione, la progettazione/autocostruzione degli arredi urbani, la definizione di azioni immateriali di riattivazione dello spazio.
I laboratori hanno l’obiettivo di incentivare la sperimentazione di nuovi usi dello spazio pubblico, stimolando la progettazione di microspazi/arredi/eventi che rispondano a un mix di differenti funzioni, necessità, desideri (es. biblioteca mobile, pista da ballo che produce energia...). Nella seconda fase di progettazione saranno definite le caratteristiche spaziali delle aree oggetto della co-progettazione e il programma di massima dei laboratori.